Spese accessorie e di riparazione: quali costi entrano nel margine?
La risposta in breve
Nel 2026, nel regime del margine, al prezzo di acquisto di un bene usato si sommano le spese di riparazione e le spese accessorie: lo prevede l'articolo 36, comma 1, del decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41. Per la circolare del Ministero delle Finanze n. 177 del 22 giugno 1995 sono accessorie le spese legate all'acquisto di quel bene, come trasporto, perizia, notaio, agenzia e intermediazione; entrano anche le spese di riparazione e di restauro, e tutte si contano IVA compresa. Restano fuori le spese generali dell'attività, le spese legate alla vendita e, di regola, le riparazioni che il rivenditore esegue con la propria struttura.
Quali spese si sommano al prezzo di acquisto nel regime del margine?
Nel regime del margine al prezzo di acquisto si sommano le spese accessorie, sostenute per comprare il bene, e le spese di riparazione, sostenute per rimetterlo in sesto. L'articolo 36, comma 1, del decreto-legge 41 del 1995 fa pagare l'IVA sul prezzo di vendita meno il prezzo di acquisto «aumentato delle spese di riparazione e di quelle accessorie».
Il decreto non le elenca. Quali siano lo dice la circolare del Ministero delle Finanze n. 177 del 22 giugno 1995 (paragrafo 4.1.1): conta il costo che ha «una specifica inerenza» all'acquisto del bene o alla sua successiva «riattazione», cioè la rimessa in condizioni d'uso. Gli esempi di spese accessorie finiscono con «ecc.»: l'elenco non è chiuso.
| Spesa | Entra nel margine? | Circolare n. 177 del 1995, par. 4.1.1 |
|---|---|---|
| Trasporto, perizia, notaio, agenzia, intermediazione sull'acquisto, oneri tributari | Sì: spese accessorie | Sono gli esempi di costi della fase di acquisto |
| Riparazione e restauro del bene da rivendere | Sì: spese di riparazione | Sono comprese «tutte» |
| Spese generali dell'attività | No | Non si riferiscono a un singolo bene né a una singola rivendita |
| Spese legate alla vendita | No | Le spese accessorie riguardano l'acquisto, non la cessione |
| Riparazioni eseguite con la propria struttura | No | Non cambiano il margine; eccezione: attività separata |
L'affitto del magazzino, per esempio, si paga per tutta l'attività ed è una spesa generale: l'esempio è nostro, non della circolare.
Spedizione al cliente, commissioni, pulizia: sono spese accessorie?
La circolare del Ministero delle Finanze n. 177 del 1995 non nomina la spedizione al cliente, l'imballaggio, le commissioni sulla vendita, la pubblicità né la pulizia del bene. Per queste voci resta il suo criterio: entra nel margine la spesa che riguarda l'acquisto o la riparazione del bene da rivendere.
- Spedizione al cliente, imballaggio, commissioni sulla vendita, pubblicità: per la circolare sono accessorie le spese della fase di acquisto, «e non anche quelle connesse alla loro cessione». Commissioni e spedizione si mettono in conto nel calcolo del prezzo di vendita con margine.
- Commissione pagata per comprare: la circolare nomina gli oneri di intermediazione «relativi all'acquisto».
- Pulizia e lucidatura: la circolare parla di riparazione, restauro e riattazione. Se un intervento rientra fra questi si valuta con il commercialista.
La riparazione fatta in proprio entra nel margine?
No: per la circolare n. 177 del 1995 le riparazioni e le prestazioni accessorie che il rivenditore esegue con la propria struttura d'impresa non cambiano il margine del bene. Fa eccezione, per la stessa circolare, il lavoro reso nell'esercizio di un'attività separata: caso da vedere con il commercialista.
L'IVA pagata sui materiali presi dal magazzino o comprati per quei lavori, come i pezzi di ricambio, è detraibile secondo le regole generali dell'IVA.
Riparazioni e spese accessorie vanno contate con l'IVA o senza?
Nel regime del margine riparazioni e spese accessorie entrano nel costo IVA compresa. La circolare n. 177 del 1995 le vuole «al lordo dell'imposta» pure se in fattura l'IVA è scritta a parte; quell'IVA non si detrae (articolo 36, comma 4, del decreto-legge 41 del 1995).
La circolare aggiunge che, per un bene venduto a margine, il rivenditore non può scegliere tra detrarre l'IVA di una riparazione e metterla nel costo. Per le spese generali la detrazione dell'IVA nel regime del margine segue le regole generali dell'IVA.
Quanto pesano le spese sul margine? Il conto di un pianoforte usato
Un pianoforte verticale usato, acquistato da un privato per 1.420 €, è rivenduto a 2.650 € con aliquota al 22% e metodo analitico. Con le spese ammesse il margine è 742 € e l'IVA 133,80 €; contando solo il prezzo di acquisto il margine sarebbe 1.230 € e l'IVA 221,80 €. Le spese sono tre.
- Riparazione della meccanica, fatta da un tecnico esterno: 285 € più 62,70 € di IVA, cioè 347,70 €. Entra: è una spesa di riparazione.
- Trasporto per ritirare il pianoforte a casa del venditore: 140,30 € IVA compresa. Entra: è una spesa accessoria nominata dalla circolare.
- Affitto mensile del magazzino: 480 €. Non entra: è una spesa generale.
| Voce | Con le spese ammesse | Solo prezzo di acquisto |
|---|---|---|
| Prezzo di vendita | 2.650,00 € | 2.650,00 € |
| Prezzo di acquisto | − 1.420,00 € | − 1.420,00 € |
| Riparazione e trasporto (347,70 + 140,30) | − 488,00 € | non contati |
| Margine | 742,00 € | 1.230,00 € |
| IVA sul margine (margine × 22 ÷ 122) | 133,80 € | 221,80 € |
Con riparazione e trasporto l'IVA sul margine scende di 88 € (488 × 22 ÷ 122); l'affitto non cambia il conto. Il calcolatore dell'IVA sul margine ha un campo per riparazioni e spese accessorie.
Come contano le spese nel metodo globale e nel metodo forfettario del margine?
Nel metodo globale le spese di riparazione e accessorie si sommano agli acquisti del mese o del trimestre (circolare n. 177 del 1995, paragrafo 4.3.1); nel metodo forfettario del margine non cambiano l'IVA. I tre metodi sono nell'articolo metodo analitico, globale o forfettario.
- Metodo analitico: la spesa si annota nel registro con l'acquisto e la vendita del suo bene (circolare n. 177 del 1995, paragrafo 4.1.2) e riduce il margine di quella vendita.
- Metodo globale: la spesa si può registrare anche dopo aver annotato la rivendita, entro quindici giorni dal ricevimento della fattura (circolare, paragrafo 4.3.2). È il metodo previsto di base per i veicoli usati (articolo 36, comma 6), come ricorda la pagina sulle auto usate.
- Metodo forfettario del margine: il margine è una quota del prezzo di vendita fissata dall'articolo 36, comma 5. Per la circolare (paragrafo 4.2.1) quella quota assorbe tutti i costi, e l'IVA di riparazioni e prestazioni accessorie non si detrae. Il regime forfettario delle partite IVA qui non c'entra.
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Domande frequenti
Nel regime del margine le spese di trasporto entrano nel costo del bene?
Sì, quando il trasporto è legato all'acquisto del bene: la circolare del Ministero delle Finanze n. 177 del 22 giugno 1995 nomina le spese di trasporto tra i costi della fase di acquisto. Quel trasporto si somma al prezzo di acquisto, IVA compresa.
La spedizione al cliente è una spesa accessoria nel regime del margine?
La circolare del Ministero delle Finanze n. 177 del 22 giugno 1995 non nomina la spedizione al cliente. Stabilisce che le spese accessorie dell'articolo 36 del decreto-legge 41 del 1995 riguardano la fase di acquisto del bene «e non anche quelle connesse alla loro cessione».
Se riparo da solo un bene usato, posso sommare il mio lavoro al costo?
No: per la circolare del Ministero delle Finanze n. 177 del 22 giugno 1995 le riparazioni che il rivenditore esegue con la propria struttura d'impresa non cambiano il margine, salvo che siano rese nell'esercizio di un'attività separata. L'IVA pagata sui materiali comprati per quei lavori è detraibile secondo le regole generali dell'IVA.
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Fonti
- Decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41, art. 36, commi 1, 4, 5 e 6 (Normattiva, testo in vigore al 13 ottobre 2026)
- Circolare del Ministero delle Finanze n. 177 del 22 giugno 1995, paragrafi 4.1.1, 4.1.2, 4.2.1, 4.3.1 e 4.3.2 (banca dati del Dipartimento delle Finanze)
I link ai testi di legge sul regime del margine sono nella pagina Fonti ufficiali e avvertenze.
Questo articolo dà informazioni generali, basate sulle fonti indicate sopra; i numeri dell'esempio sono inventati. Non è una consulenza fiscale e non sostituisce il parere di un commercialista, che può valutare il tuo caso specifico.
