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Rimanenze e inventario di fine anno: che cosa cambia per chi vende usato in regime del margine?

Aggiornato al 7 novembre 2026 · lettura di 6 minuti

La risposta in breve

Per chi vende usato in regime del margine, nel 2026 i beni rimasti in magazzino al 31 dicembre non generano IVA sul margine finché non vengono venduti: l'articolo 36 del decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41, lega l'imposta alle vendite e non prevede un conto a parte per le rimanenze. Le rimanenze contano invece per il reddito, perché la differenza tra rimanenze finali ed esistenze iniziali entra nel reddito dell'esercizio (articolo 92 del DPR 22 dicembre 1986, n. 917, il TUIR). Chi è tenuto all'inventario lo redige entro tre mesi dal termine per presentare la dichiarazione dei redditi (articolo 15 del DPR 29 settembre 1973, n. 600).

Le rimanenze di fine anno cambiano l'IVA sul margine?

I beni ancora in magazzino a fine anno non producono IVA sul margine: l'articolo 36 del DL 41/1995 calcola l'imposta partendo dalle vendite, con regole diverse a seconda del metodo, e non contiene un calcolo dedicato alle rimanenze.

Il regime fa pagare l'IVA solo sul margine, cioè sullo scarto tra quanto il cliente paga e quanto è costato il bene usato comprato da un privato; ne parla per esteso l'articolo sul funzionamento del regime del margine.

Nel metodo analitico il margine si calcola bene per bene, quando il bene viene rivenduto. Un oggetto comprato a novembre e invenduto il 31 dicembre non ha ancora un prezzo di vendita, quindi resta fuori dal conto finché non viene venduto.

Nel metodo globale il calcolo copre il mese o il trimestre e mette insieme acquisti e vendite del periodo. Il costo di un bene entra così nel periodo in cui è stato comprato, anche se il bene è ancora sugli scaffali; quando in un periodo si compra più di quanto si vende, la parte in eccesso si può computare nel periodo successivo.

Quale metodo vale per quali beni è spiegato in analitico, globale o forfettario. Acquisti e vendite risultano dal registro del regime del margine, e l'IVA di ogni periodo confluisce nella liquidazione periodica.

Perché le rimanenze contano per il reddito?

Le rimanenze contano per il reddito perché l'articolo 92, comma 1, del TUIR fa entrare nel reddito dell'esercizio la differenza tra le rimanenze finali e le esistenze iniziali dei beni che l'impresa compra per rivendere.

Per un negozio di usato sono i beni che l'articolo 85 del TUIR descrive come quelli «al cui scambio è diretta l'attività dell'impresa». I due conti hanno tempi diversi: l'IVA sul margine guarda alle vendite e, con il metodo globale, agli acquisti di ogni periodo; il reddito dell'esercizio considera anche quello che resta in magazzino alla chiusura.

Lo stesso comma chiede di dividere i beni in categorie omogenee, secondo la natura e il valore, quando la valutazione non è fatta a costi specifici. Il valore di ogni gruppo non può scendere sotto quello che risulta dalle regole dei commi successivi.

Chi deve redigere l'inventario ed entro quando?

L'inventario spetta alle società, agli enti e agli imprenditori commerciali indicati nel primo comma dell'articolo 13 del DPR 600/1973, che lo redigono entro tre mesi dal termine per presentare la dichiarazione dei redditi.

La regola è nell'articolo 15 dello stesso decreto, che dà lo stesso termine al bilancio e al conto dei profitti e delle perdite. Nell'articolo 2217 il codice civile aggiunge che l'inventario si fa all'inizio dell'impresa e poi ogni anno, riporta la valutazione di attività e passività e porta la firma dell'imprenditore entro lo stesso termine.

Nessuna delle due norme indica un giorno del calendario: i tre mesi si contano dal termine della dichiarazione. Chi tiene la contabilità semplificata o è nel regime forfettario dei redditi segue regole proprie, che questo articolo non tratta.

Che cosa deve indicare l'inventario?

Per l'articolo 15 del DPR 600/1973 l'inventario indica, oltre a quanto chiede il codice civile, quanti beni ci sono, divisi in categorie omogenee secondo natura e valore, e il valore dato a ciascun gruppo.

Se dall'inventario non si vedono i singoli beni di ogni gruppo e il luogo in cui si trovano, le distinte usate per compilarlo (gli elenchi di dettaglio) restano a disposizione dell'ufficio delle imposte. Per l'imprenditore individuale l'inventario separa e valuta le attività e le passività dell'impresa.

Quanto valgono l'IVA e le rimanenze in un caso concreto?

Un negozio di sci e snowboard usati, che ha scelto il metodo analitico, chiude il 2026 con dieci beni in magazzino, tutti comprati da privati. I numeri sono inventati.

Nell'anno il negozio ha venduto tre beni. L'IVA sul margine nasce da queste tre vendite, con lo scorporo dell'aliquota del 22%.

Margine della tavola da snowboard: 300,00 € meno 120,00 €180,00 €
IVA sulla tavola: 180,00 × 22 ÷ 12232,46 €
Margine degli sci da pista: 240,00 € meno 90,00 €150,00 €
IVA sugli sci da pista: 150,00 × 22 ÷ 12227,05 €
Margine degli sci da scialpinismo: 460,00 € meno 210,00 €250,00 €
IVA sugli sci da scialpinismo: 250,00 × 22 ÷ 12245,08 €
Margine dell'anno: 180,00 + 150,00 + 250,00580,00 €
IVA sul margine dell'anno: 32,46 + 27,05 + 45,08104,59 €

I dieci beni invenduti al 31 dicembre non entrano in quel conto: con il metodo analitico ci entreranno quando saranno venduti. Per l'inventario si possono riunire in due categorie omogenee, con il numero dei pezzi e, come dato di partenza, il costo d'acquisto di ogni gruppo.

Attrezzatura da sci: 4 paia di sci (340,00 €) e 3 paia di scarponi (195,00 €)535,00 €
Attrezzatura da snowboard: 2 tavole (380,00 €) e 1 paio di attacchi (130,00 €)510,00 €
Costo d'acquisto dei dieci beni invenduti: 535,00 + 510,001.045,00 €

Il valore da attribuire a ogni gruppo segue l'articolo 92 del TUIR e non è calcolato qui, come non lo sono le imposte sul reddito.

ConfrontoPer l'IVA sul margine (metodo analitico)Per il reddito e l'inventario
Che cosa contaLe vendite dell'annoLe rimanenze finali rispetto alle esistenze iniziali
Un bene comprato e ancora in magazzinoResta fuori dal conto fino alla venditaSi indica in una categoria dell'inventario
I numeri dell'esempioMargine 580,00 €, IVA 104,59 €Dieci beni in due categorie, costo d'acquisto 1.045,00 €
Schema dell'esempio: IVA sul margine di tre vendite e dieci beni invenduti divisi in due categorie
Il negozio di sci e snowboard dell'esempio: 104,59 € di IVA dalle tre vendite, dieci beni invenduti per 1.045,00 € di costo d'acquisto.
Descrizione dell'immagine

In alto si legge «Esempio 2026 · Negozio di sci e snowboard usati» e il titolo «Lo stesso magazzino per l'IVA e per l'inventario». Una tabella con tre colonne: bene o gruppo, margine o costo d'acquisto, IVA. Beni venduti: tavola da snowboard, margine 180,00 €, IVA 32,46 €; sci da pista, margine 150,00 €, IVA 27,05 €; sci da scialpinismo, margine 250,00 €, IVA 45,08 €. Su fondo giallo, il totale dei beni venduti: margine 580,00 €, IVA 104,59 €. Poi la sezione «Rimanenze al 31 dicembre · costo d'acquisto»: attrezzatura da sci, 7 pezzi, 535,00 €; attrezzatura da snowboard, 3 pezzi, 510,00 €; su fondo giallo, il totale dei beni invenduti, 1.045,00 €. Nella colonna dell'IVA i beni invenduti riportano «alla vendita». In basso due note: metodo analitico, importi inventati, IVA uguale al margine per 22 diviso 122; i beni invenduti entrano nel calcolo dell'IVA quando vengono venduti.

Il calcolatore dell'IVA sul margine permette di rifare lo scorporo di ogni vendita.

Che cosa non dicono le fonti sulle rimanenze?

Le norme lette per questo articolo (DL 41/1995, TUIR, DPR 600/1973 e codice civile) non dicono con quale criterio si valutano in concreto le rimanenze di beni usati comprati da privati, per esempio che peso abbia il prezzo pagato al privato: è un punto da vedere con il commercialista.

Dove si registrano le vendite dell'anno?

Nel gestionale ogni bene ha il suo acquisto, le sue spese e la sua vendita; per ciascun periodo IVA l'app calcola margine e imposta.

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Domande frequenti

Che differenza c'è tra rimanenze e inventario?

Le rimanenze sono i beni comprati per la rivendita e ancora in magazzino alla chiusura dell'esercizio. L'inventario è il documento annuale che li riporta divisi in categorie omogenee, con il valore di ogni gruppo, insieme alle altre attività e passività dell'impresa.

Entro quando si redige e si firma l'inventario?

Entro tre mesi dal termine per presentare la dichiarazione dei redditi: lo prevedono l'articolo 15 del DPR 600/1973 per la redazione e l'articolo 2217 del codice civile per la firma dell'imprenditore. Le due norme non fissano una data.

Le rimanenze finali passano all'anno successivo?

Sì. Per l'articolo 92, comma 7, del TUIR le rimanenze finali di un esercizio, per l'importo indicato dal contribuente, diventano le esistenze iniziali dell'esercizio che segue.

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Fonti

  • Decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41, art. 36, commi 1 e 6 (Normattiva, testo in vigore al 3 novembre 2026)
  • DPR 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 85, comma 1, e art. 92, commi 1 e 7 (Normattiva, stessa data)
  • DPR 29 settembre 1973, n. 600, art. 15 (Normattiva, stessa data)
  • Codice civile, art. 2217 (Normattiva, stessa data)

I link ai testi di legge sul regime del margine sono nella pagina Fonti ufficiali e avvertenze.

Questo articolo dà informazioni generali, basate sulle fonti indicate; i numeri degli esempi sono inventati. Non è una consulenza fiscale e non sostituisce il parere di un commercialista.

Di Redazione Regime del Margine