Regime del margine con l'estero: acquisti nell'UE e vendite fuori Italia
La risposta in breve
Nel 2026 chi vende in regime del margine a un cliente di un altro Paese dell'Unione europea paga l'IVA italiana sul margine (articolo 37, comma 2, del decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41). Se il bene è esportato fuori dall'Unione europea il margine è non imponibile e l'IVA è zero (comma 1). Un bene comprato in un altro Paese UE da un privato, oppure da un rivenditore che lo ha venduto in regime del margine, si rivende a margine in Italia; un bene comprato fuori dall'Unione europea no, salvo un'opzione riservata a certi oggetti d'arte, da collezione o d'antiquariato.
Il regime del margine è la disciplina speciale dell'IVA in cui l'imposta colpisce il margine, di regola prezzo di vendita meno costo del bene (i conti in come funziona il regime del margine).
Quali sono le quattro situazioni del regime del margine con l'estero?
Con l'estero il regime del margine ha quattro situazioni: acquisto e vendita in un altro Paese UE, acquisto ed esportazione fuori dall'Unione europea (articoli 36 e 37 del decreto-legge 41 del 1995).
| Situazione | IVA | Norma |
|---|---|---|
| Compri in un altro Paese UE da un privato o da un rivenditore a margine | Alla rivendita IVA sul margine; l'acquisto dal rivenditore a margine non è un acquisto intracomunitario | art. 36, comma 1; art. 37, comma 2 |
| Vendi a un cliente di un altro Paese UE | IVA italiana sul margine | art. 37, comma 2 |
| Esporti fuori dall'Unione europea | Margine non imponibile: IVA zero | art. 37, comma 1 |
| Compri fuori dall'Unione europea | IVA all'importazione; alla rivendita IVA con le regole ordinarie, salvo l'opzione del comma 2 | art. 36, commi 1 e 2 |
Compro in un altro Paese UE: è un acquisto intracomunitario o rivendo a margine?
Un bene usato comprato in un altro Paese UE si rivende a margine in Italia se chi lo vende è un privato oppure un fornitore equiparato a un privato dall'articolo 36, comma 1, del decreto-legge 41 del 1995, come il rivenditore che ha venduto il bene a margine. L'acquisto da quel rivenditore non è un acquisto intracomunitario (articolo 37, comma 2): per la circolare del Ministero delle Finanze n. 177 del 22 giugno 1995 è un'operazione interna, tassata nel Paese del venditore. Se il venditore con partita IVA ha scelto l'IVA ordinaria invece del margine, per la circolare valgono le regole degli scambi intracomunitari.
Vendo a un cliente di un altro Paese UE: perché l'IVA resta italiana?
La vendita a margine a un cliente di un altro Paese UE paga l'IVA italiana sul margine perché l'articolo 37, comma 2, del decreto-legge 41 del 1995 esclude per queste cessioni tre articoli del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331: il 41 (cessioni intracomunitarie non imponibili), il 38-bis (vendite a distanza intracomunitarie) e il 58, comma 1. Vale anche per i clienti privati (circolare n. 177 del 1995).
Nella fattura l'IVA non compare separata dal prezzo (articolo 38, comma 1): vedi cosa scrivere nella fattura in regime del margine. Per una singola vendita si può scegliere l'IVA ordinaria (articolo 36, comma 3; non con il metodo globale): per la circolare tornano le regole degli scambi intracomunitari, se il cliente ha la partita IVA.
Vendo fuori dall'Unione europea: quando il margine è non imponibile?
Il margine è non imponibile quando il bene è ceduto all'esportazione secondo l'articolo 8 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, o nei casi degli articoli 8-bis, 38-quater, 71 e 72 dello stesso DPR: lo stabilisce l'articolo 37, comma 1, del decreto-legge 41 del 1995. L'esportazione deve risultare da un documento doganale o dalle altre prove dell'articolo 8.
Con il metodo globale il costo del bene esportato non concorre al margine: gli acquisti si rettificano in diminuzione nel periodo dell'esportazione (articolo 36, comma 6). Un negozio con acquisti per 2.900 € nel trimestre, fra cui una lampada pagata 380 € ed esportata nello stesso trimestre, li riduce a 2.900 − 380 = 2.520 €.
Per la fattura, l'articolo 21, comma 6, del DPR 633 del 1972 prevede l'annotazione «operazione non imponibile» per le esportazioni dell'articolo 8 e l'annotazione del regime del margine per le vendite a margine. Come scriverle in un'esportazione a margine il comma non lo dice: chiedilo al commercialista.
Compro fuori dall'Unione europea: il bene rientra nel regime del margine?
No, salvo un'opzione: l'articolo 36, comma 1, del decreto-legge 41 del 1995 riguarda gli acquisti fatti in Italia o in un altro Paese UE, quindi un bene comprato fuori dall'Unione europea resta fuori dal regime. L'IVA si applica all'importazione (articolo 1 del DPR 633 del 1972) e alla rivendita valgono le regole ordinarie dell'IVA, non l'IVA sul margine. L'opzione è quella del comma 2 per gli oggetti d'arte, da collezione o d'antiquariato importati senza aliquota ridotta, spiegata nella pagina sulle opere d'arte.
Auto comprate in Germania: quando un veicolo è «usato»?
Negli scambi fra soggetti con partita IVA di Paesi UE diversi che applicano il regime del margine, un veicolo è un bene usato se ha percorso più di 6.000 chilometri ed è ceduto dopo sei mesi dalla prima immatricolazione: servono entrambe le condizioni (articolo 36, comma 10, del decreto-legge 41 del 1995 e articolo 38, comma 4, del decreto-legge 331 del 1993). Vedi la pagina sul regime del margine per le auto usate.
Quanta IVA paga lo stesso bene venduto in Italia, in Francia e in Svizzera?
Lo stesso lampadario, venduto a 1.180 €, paga 87,46 € di IVA se il cliente è in Italia o in Francia e 0 € se è esportato in Svizzera (aliquota 22%, prezzi IVA inclusa, metodo analitico).
Un negozio compra da un privato un lampadario degli anni Settanta a 620 € e spende 75 €, IVA compresa, per l'impianto elettrico. Il costo è 620 + 75 = 695 €, il margine 1.180 − 695 = 485 €.
- Cliente in Italia. IVA sul margine: 485 × 22 ÷ 122 = 87,46 €.
- Cliente in Francia, privato o con partita IVA. Stesso conto: IVA italiana di 87,46 €.
- Cliente in Svizzera, con esportazione provata in dogana. Il margine è non imponibile: IVA 0 €.
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OSS, Intrastat e VIES: che cosa vale per il regime del margine?
Sul regime OSS (One Stop Shop) l'Agenzia delle Entrate ha risposto l'11 ottobre 2022 (risposta n. 497): le vendite a margine a privati di altri Paesi UE restano tassate in Italia e l'iscrizione all'OSS non le sposta di per sé nel Paese di destinazione. La circolare n. 177 del 1995 chiedeva gli elenchi riepilogativi, ai soli fini statistici, negli scambi a margine fra soggetti con partita IVA di Paesi UE diversi, ma l'articolo 50 del decreto-legge 331 del 1993 è cambiato più volte da allora: per Intrastat e VIES chiedi al commercialista.
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Domande frequenti
Posso vendere a un'azienda di un altro Paese UE senza IVA, come cessione intracomunitaria?
Non in regime del margine: per l'articolo 37, comma 2, del decreto-legge 41 del 1995 la vendita paga l'IVA italiana sul margine.
Una vendita a San Marino conta come esportazione nel regime del margine?
L'articolo 37, comma 1, del decreto-legge 41 del 1995 richiama l'articolo 71 del DPR 633 del 1972, che applica le regole delle esportazioni alle cessioni con trasporto o consegna dei beni a San Marino, con modalità fissate da decreti ministeriali: il margine è non imponibile.
Un'auto usata comprata da un rivenditore tedesco si può rivendere a margine in Italia?
Sì, se il rivenditore tedesco ha applicato il regime del margine e l'auto ha più di 6.000 chilometri ed è ceduta dopo sei mesi dalla prima immatricolazione (articolo 36, commi 1 e 10, del decreto-legge 41 del 1995).
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Fonti
- Decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41, artt. 36, 37 e 38 (Normattiva, testo in vigore al 13 ottobre 2026)
- Decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, artt. 38, 38-bis, 41, 50 e 58 (Normattiva)
- DPR 26 ottobre 1972, n. 633, artt. 1, 8, 8-bis, 21, 38-quater, 71 e 72 (Normattiva)
- Ministero delle Finanze, circolare n. 177 del 22 giugno 1995, paragrafo 5
- Agenzia delle Entrate, risposta n. 497 dell'11 ottobre 2022
I link ai testi di legge sul regime del margine sono nella pagina Fonti ufficiali e avvertenze.
Questo articolo dà informazioni generali, basate sugli artt. 36-38 del DL 41/1995. Non è una consulenza fiscale e non sostituisce il parere di un commercialista, che può valutare il tuo caso specifico.
