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Nota di credito in regime del margine: si può fare per un reso o uno sconto?

Aggiornato al 4 novembre 2026 · lettura di 6 minuti

La risposta in breve

Dopo aver fatturato un bene in regime del margine, nel 2026 il venditore può fare una nota di variazione in diminuzione se la vendita viene meno o il prezzo si riduce per una delle cause dell'articolo 26 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, come la risoluzione della vendita o uno sconto previsto dal contratto. Se la causa nasce da un accordo preso dopo la vendita, la variazione non si applica oltre un anno dall'operazione. Con il prezzo ridotto scendono il margine e l'IVA calcolata su di esso.

Quando è ammessa una nota di variazione in diminuzione?

Il venditore può ricorrere a una nota di variazione in diminuzione quando una vendita già fatturata e registrata viene meno, anche solo per una parte, oppure quando il suo imponibile si riduce. Lo prevede l'articolo 26, comma 2, del DPR 633/1972.

Nell'uso comune il documento si chiama nota di credito. Le cause elencate dalla norma sono la nullità, l'annullamento, la revoca, la risoluzione, la rescissione e i casi simili, a cui si aggiungono gli abbuoni e gli sconti previsti dal contratto.

Un reso rientra in questo quadro quando scioglie la vendita, per esempio con la risoluzione del contratto, perché l'operazione viene meno. Con uno sconto la vendita resta in piedi e cambia soltanto il suo importo.

SituazioneChe cosa dice l'articolo 26Variazione in diminuzione
La vendita viene risolta o annullata e il bene torna al venditoreL'operazione viene meno (comma 2)Ammessa
Il contratto prevedeva uno sconto e il venditore lo applicaSi riduce l'ammontare imponibile (comma 2)Ammessa
Venditore e cliente decidono dopo la vendita di scioglierlaLa causa dipende da un accordo sopravvenuto fra le parti (comma 3)Ammessa, ma non dopo un anno dall'operazione

Entro quanto tempo si può emettere la nota di variazione?

Quando la causa nasce da un accordo fra le parti arrivato dopo la vendita, la variazione in diminuzione non si applica più una volta trascorso un anno dall'operazione. Il limite è fissato dall'articolo 26, comma 3, del DPR 633/1972.

Uno sconto che il contratto prevedeva fin dall'inizio rientra invece nel comma 2. Per questo caso l'articolo 26 non indica un termine proprio e, per la detrazione, richiama l'articolo 19 dello stesso decreto.

La nota di variazione in diminuzione è un obbligo?

No, la nota di variazione in diminuzione è facoltativa ed è possibile solo nei casi previsti dalla legge. Lo ha scritto l'Agenzia delle Entrate nella risposta a interpello n. 593 del 15 dicembre 2020, che la distingue dalle variazioni in aumento.

Che cosa cambia nel margine quando il prezzo si riduce?

Un prezzo di vendita più basso riduce il margine dello stesso importo, e l'IVA, già compresa nel margine, si scorpora da una base più piccola. Nel regime del margine l'imposta si misura sulla differenza fra quanto deve pagare il cliente e il costo del bene, cioè acquisto, riparazioni e spese accessorie (articolo 36, comma 1, del decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41).

Lo schema completo si trova in come funziona il regime del margine. Per il mese o il trimestre conta il margine del periodo, come spiega la pagina sulla liquidazione IVA nel regime del margine.

Quanto cambia l'IVA sul margine con uno sconto, in un caso concreto?

In questo esempio, con numeri inventati, uno sconto di 40,00 euro su una vendita a margine di 565,00 euro riduce l'IVA sul margine di 7,21 euro. Un venditore compra da un privato un tosaerba usato e lo rivende con fattura a un cliente. Il contratto prevede uno sconto di 40,00 euro se il cliente salda entro dieci giorni, e il cliente paga in tempo.

Acquisto dal privato140,00 €
Spese di riparazione e accessorie20,00 €
Prezzo di vendita in fattura565,00 €
Margine prima dello sconto405,00 €
IVA sul margine (405,00 × 22 ÷ 122)73,03 €
Sconto previsto dal contratto-40,00 €
Prezzo dopo lo sconto525,00 €
Margine dopo lo sconto365,00 €
IVA sul margine (365,00 × 22 ÷ 122)65,82 €
IVA in meno sul margine7,21 €
  1. Il costo del bene somma acquisto e riparazione: 140,00 + 20,00 = 160,00 euro.
  2. Con il prezzo pieno il margine è 565,00 - 160,00 = 405,00 euro.
  3. Lo scorporo (il calcolo dell'imposta già inclusa in un importo) dà l'IVA compresa nel margine: 405,00 × 22 ÷ 122 = 73,03 euro.
  4. Lo sconto porta il prezzo a 565,00 - 40,00 = 525,00 euro.
  5. Il nuovo margine è 525,00 - 160,00 = 365,00 euro, con un'IVA di 365,00 × 22 ÷ 122 = 65,82 euro.
  6. La differenza è 73,03 - 65,82 = 7,21 euro, lo stesso risultato di 40,00 × 22 ÷ 122.
Schema dei conti di una vendita a margine prima e dopo uno sconto di quaranta euro
Il tosaerba dell'esempio: con lo sconto di 40,00 € l'IVA sul margine passa da 73,03 € a 65,82 €.
Descrizione dell'immagine

In cima l'intestazione «Regime del margine · art. 26 DPR 633/1972» e il titolo «Sconto dopo la vendita: come cambia l'IVA sul margine». Sotto, otto righe con l'importo a destra: prezzo di vendita in fattura 565,00 €; acquisto dal privato e riparazioni 160,00 €; margine prima dello sconto 405,00 €; IVA sul margine (× 22 ÷ 122) 73,03 €; sconto previsto dal contratto -40,00 €; margine dopo lo sconto 365,00 €; IVA sul margine dopo lo sconto 65,82 €; infine, evidenziata in giallo, IVA in meno sul margine 7,21 €. In basso la nota «Esempio con numeri inventati. IVA al 22 per cento, con scorporo del margine.»

Le due cifre dell'IVA non compaiono in fattura, perché nel regime del margine la fattura non può mostrare l'imposta separata dal corrispettivo (articolo 38, comma 1, del DL 41/1995). Un modello compilato è nella pagina sulla fattura in regime del margine; con altri importi i conti si ripetono nel calcolatore dell'IVA sul margine.

Gli importi applicano la formula del margine al prezzo ridotto e non descrivono la compilazione della nota.

Che cosa non dicono le fonti sulla nota di credito nel regime del margine?

Le fonti ufficiali lette non spiegano come si compila la nota di variazione in diminuzione su una vendita a margine. L'articolo 26, comma 2, chiede di annotare la variazione secondo l'articolo 25 del DPR 633/1972, cioè nel registro degli acquisti. Chi vende a margine tiene però il registro dell'articolo 38 del DL 41/1995, diverso secondo il metodo (i dettagli sono nell'articolo sui registri del margine). Il coordinamento fra i due registri, la liquidazione in cui entra la variazione e l'ultima data utile per uno sconto previsto dal contratto restano da chiarire con il commercialista.

Come si tengono i conti del margine mese per mese?

L'app tiene il conto di acquisti, spese e vendite bene per bene e calcola l'IVA sul margine del mese o del trimestre.

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Domande frequenti

Se il cliente restituisce il bene, il venditore recupera l'imposta?

Sì, se il reso scioglie la vendita per una delle cause dell'articolo 26, comma 2, del DPR 633/1972, come la risoluzione: il venditore ha diritto di detrarre l'imposta corrispondente alla variazione. Se lo scioglimento nasce da un accordo preso dopo la vendita, il diritto vale entro un anno dall'operazione.

La nota di variazione in diminuzione si può emettere anche dopo un anno?

Dipende dalla causa. Se la variazione nasce da un accordo fra le parti arrivato dopo la vendita, oltre un anno dall'operazione non si applica (articolo 26, comma 3, del DPR 633/1972). Per uno sconto già previsto dal contratto quel limite non vale.

Uno sconto previsto dal contratto riduce l'IVA sul margine?

Sì, perché il prezzo ridotto abbassa il margine dello stesso importo e l'IVA si scorpora dal margine più basso (articolo 36, comma 1, del DL 41/1995). Con i numeri dell'esempio, uno sconto di 40,00 euro riduce l'IVA sul margine di 7,21 euro.

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Fonti

  • DPR 26 ottobre 1972, n. 633, articolo 26, commi 2 e 3, e articolo 19 (Normattiva, testo in vigore al 3 novembre 2026).
  • Decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41, articolo 36, comma 1, e articolo 38 (Normattiva, testo in vigore al 3 novembre 2026).
  • Agenzia delle Entrate, risposta a interpello n. 593 del 15 dicembre 2020.

I link ai testi di legge sul regime del margine sono nella pagina Fonti ufficiali e avvertenze.

Questo articolo dà informazioni generali, basate sulle fonti indicate; i numeri degli esempi sono inventati. Non è una consulenza fiscale e non sostituisce il parere di un commercialista.

Di Redazione Regime del Margine