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Acquisto da privato in regime del margine: quali documenti servono?

Aggiornato al 15 ottobre 2026 · lettura di 6 minuti

La risposta in breve

Nel 2026, per comprare un bene usato da un privato e rivenderlo in regime del margine, il documento che si usa è una ricevuta di acquisto firmata dal privato, con data, descrizione del bene e prezzo pagato: è una buona pratica, perché le norme sul regime del margine non impongono un modello. Il privato non emette fattura e quelle norme (articoli da 36 a 40-bis del decreto legge 23 febbraio 1995, n. 41) non prevedono un'autofattura. L'obbligo scritto nell'articolo 38 è annotare l'acquisto nel registro entro 15 giorni, e non dopo l'annotazione della rivendita, con i metodi analitico e globale.

Quale documento serve per un acquisto da privato in regime del margine?

Per un acquisto da privato in regime del margine si usa un documento che mostri che cosa hai comprato, quando, da chi e a quale prezzo: di solito una ricevuta firmata da chi vende. È una buona pratica: né il decreto legge 41 del 1995 né la circolare del Ministero delle Finanze n. 177 del 22 giugno 1995 indicano un modulo ufficiale.

Il privato, che per la circolare n. 177 del 1995 è chi non agisce nell'esercizio di un'impresa, di un'arte o di una professione, non è un soggetto IVA e non emette fattura. Le basi sono in come funziona il regime del margine.

Che cosa chiede la legge come prova dell'acquisto?

Con i metodi analitico e globale la legge sul regime del margine chiede di annotare l'acquisto in un registro; non dice con quale documento provarlo. Con il metodo analitico l'articolo 38, comma 2, del decreto legge 41 del 1995 vuole la data, la natura, qualità e quantità del bene e il prezzo di acquisto, entro quindici giorni e non dopo l'annotazione della rivendita; con il metodo globale il comma 4 vuole natura, qualità, quantità e corrispettivo, negli stessi termini.

Chi usa il metodo forfettario del margine (una percentuale fissa del prezzo di vendita; non è il regime forfettario) è esonerato dal registrare gli acquisti dei beni destinati alla rivendita; i documenti di quegli acquisti si numerano e si conservano (articolo 38, comma 3). Il registro del regime del margine cambia con il metodo di calcolo.

La circolare n. 177 del 1995 parla di «idonea documentazione» solo per i beni che il rivenditore aveva già al 31 marzo 1995 e non aveva inventariato: se quella documentazione del costo manca, il margine è l'intero prezzo di vendita. Vale per quel caso, non è un obbligo generale di ricevuta.

Cosa scrivere nella ricevuta di acquisto da privato?

Nella ricevuta di acquisto da privato conviene scrivere almeno i dati che passano nel registro: la data, la descrizione del bene con la quantità, il prezzo pagato. Gli altri dati sono buona pratica: non li chiedono né il decreto legge 41 del 1995 né la circolare n. 177 del 1995.

Che cosaÈ un obbligo?Dove è scritto
Data, descrizione del bene, quantità e prezzoNel registro sì, con i metodi analitico e globale (la data la chiede il comma 2, metodo analitico); nella ricevuta è buona praticaDecreto legge 41/1995, art. 38, commi 2 e 4
Numero progressivo sul documentoSì con il metodo forfettario del margine; con gli altri l'articolo 38 non lo chiede: buona praticaDecreto legge 41/1995, art. 38, comma 3
Nome, indirizzo e codice fiscale di chi vende; dichiarazione «il bene è mio e lo vendo da privato»; firmaBuona praticaNon chiesti dagli artt. 36-40-bis né dalla circolare n. 177
Estremi di un documento d'identità di chi vendeScelta da valutare, non un obbligo del regime del margineNon chiesti dalle stesse fonti
Pagamento con bonifico o altro mezzo tracciabileBuona pratica; il contante è vietato da 5.000 € in suDecreto legislativo 231/2007, art. 49

La soglia di 5.000 € vale dal 1° gennaio 2023: l'articolo 49 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, vieta i trasferimenti di contante fra soggetti diversi pari o superiori a quella cifra.

Eventuali obblighi di pubblica sicurezza sulla registrazione delle operazioni su cose usate vanno verificati con il proprio Comune o con la Questura.

Per le auto comprate da un privato c'è la pagina sulle auto usate in regime del margine.

Serve l'autofattura per l'acquisto da un privato?

Per l'acquisto di un bene usato da un privato le norme sul regime del margine non prevedono l'autofattura: negli articoli da 36 a 40-bis del decreto legge 41 del 1995 e nella circolare n. 177 del 1995 la parola non compare. Nella legge IVA il termine è «autofatturazione»: è l'annotazione che l'articolo 21, comma 6-ter, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, vuole sulle fatture emesse da chi compra «in virtù di un obbligo proprio».

Un obbligo di questo tipo c'è, per esempio, per certi acquisti da fornitori non residenti (articolo 17, secondo comma, e articolo 21, comma 5, del DPR 633 del 1972). Per l'acquisto da un privato gli articoli 17 e 21 non ne prevedono uno: l'articolo 21, comma 1, chiede la fattura a chi effettua un'operazione imponibile e, per l'articolo 1, l'IVA riguarda le cessioni fatte nell'esercizio di imprese, arti o professioni. Il foglio che il rivenditore compila da solo e chiama «autofattura» resta una dichiarazione del solo compratore, finché chi vende non lo firma.

Come finisce la ricevuta nel registro e nel margine? Un esempio

La ricevuta dà al registro data, bene e prezzo di acquisto; il margine si calcola alla rivendita. Nell'esempio, con dati di fantasia, lunedì 4 maggio 2026 la Bottega Esempio S.r.l. compra da una privata, Ada Esempio, un tavolo allungabile in rovere usato e lo paga 580 € con bonifico.

Fac-simile di ricevuta di acquisto da privato nel regime del margine: tavolo usato, 580 euro, firma
Esempio di buona pratica, non un modello ufficiale: le righe evidenziate (data, bene e prezzo) sono i dati che passano nel registro.
  1. Ricevuta: Ada Esempio firma il documento con data, tavolo e prezzo di 580 €.
  2. Registro: la bottega annota l'acquisto entro martedì 19 maggio, quindici giorni dopo il 4.
  3. Spese: il trasporto costa 40 €, IVA compresa, e si somma al prezzo di acquisto: 580 + 40 = 620 €.
  4. Vendita: venerdì 22 maggio il tavolo è venduto a 890 €. Margine: 890 − 620 = 270 €.
  5. IVA dovuta sul margine: 270 × 22 ÷ 122 = 48,69 €.

Il tavolo, comprato da solo e costato più di 516,46 €, non rientra nel metodo globale (articolo 36, comma 6): il conto si fa bene per bene, con il metodo analitico. Il calcolatore dell'IVA sul margine lo rifà con i tuoi importi; vedi anche la pagina sui mobili usati.

La ricevuta resta insieme al bene

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Domande frequenti

Il privato che mi vende un bene usato deve farmi la fattura?

No. Il privato che vende un oggetto personale non agisce nell'esercizio di un'impresa, non è un soggetto IVA e non emette fattura. Per documentare l'acquisto si usa di solito una ricevuta firmata da lui.

La ricevuta del privato è obbligatoria nel regime del margine?

Gli articoli da 36 a 40-bis del decreto legge 41 del 1995 non la nominano: con i metodi analitico e globale l'articolo 38 chiede di annotare l'acquisto nel registro. Senza un documento firmato da chi vende, però, data e prezzo annotati poggiano sulla sola parola del rivenditore: la ricevuta è una buona pratica.

La ricevuta di acquisto da privato va numerata?

Con il metodo forfettario del margine sì: l'articolo 38, comma 3, del decreto legge 41 del 1995 chiede di numerare e conservare i documenti degli acquisti dei beni destinati alla rivendita. Con i metodi analitico e globale l'articolo 38 non lo chiede: è una buona pratica.

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Fonti

  • Decreto legge 23 febbraio 1995, n. 41, artt. 36-40-bis, testo vigente a ottobre 2026 (Normattiva)
  • Ministero delle Finanze, circolare n. 177 del 22 giugno 1995 (banca dati del Dipartimento delle Finanze)
  • DPR 26 ottobre 1972, n. 633, artt. 1, 17 e 21 (Normattiva)
  • Decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, art. 49 (Normattiva)

I link ai testi di legge sul regime del margine sono nella pagina Fonti ufficiali e avvertenze.

Questo articolo dà informazioni generali e si basa sugli artt. 36 e 38 del DL 41/1995 e sulla circolare n. 177 del 1995 del Ministero delle Finanze. Non è una consulenza fiscale e non sostituisce il parere di un commercialista, che può valutare il tuo caso specifico.

Di Redazione Regime del Margine