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Conto vendita al mercatino dell'usato: l'IVA sul margine o sul compenso?

Aggiornato al 5 novembre 2026 · lettura di 5 minuti

La risposta in breve

Per l'Agenzia delle Entrate (risposta n. 232 del 31 luglio 2020) il mercatino dell'usato che vende in conto vendita oggetti di privati, con un mandato con rappresentanza, ha un'unica operazione rilevante ai fini IVA, il proprio compenso: la vendita al cliente non lo è. Nel 2026 il negozio che invece compra l'oggetto da un privato e poi lo rivende vende un bene suo e, se ne ha i requisiti, applica il regime del margine.

Che cosa ha detto l'Agenzia delle Entrate sui mercatini dell'usato?

Con la risposta n. 232 del 31 luglio 2020 l'Agenzia delle Entrate ha considerato agenzia d'affari un mercatino che rivende beni usati di proprietà di privati.

Per l'Agenzia un'attività di questo tipo è soggetta a vigilanza in base all'articolo 115 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (regio decreto 18 giugno 1931, n. 773), e chi la esercita deve tenere un «registro giornale degli affari».

Per l'IVA il punto di partenza è il contratto con cui il proprietario affida l'oggetto. Nel caso esaminato era un mandato con rappresentanza, conferito davvero da persone che ai fini IVA non svolgono attività economica.

La scelta del codice di attività è un tema separato, trattato nell'articolo sul codice ATECO per vendere usato.

Su che cosa si paga l'IVA nel conto vendita con mandato con rappresentanza?

Con il mandato con rappresentanza l'IVA riguarda il compenso del mercatino, che si documenta con una fattura; la vendita dell'oggetto al cliente non è rilevante ai fini IVA.

Nel mandato con rappresentanza chi riceve l'incarico agisce in nome di chi lo affida (articolo 1704 del codice civile): qui il mercatino vende in nome del proprietario.

Nel caso della risposta 232/2020 ogni passaggio aveva il suo documento:

  1. vendita al cliente: una quietanza;
  2. somme incassate per conto del proprietario: traccia in appositi registri;
  3. compenso del mercatino: una fattura;
  4. riversamento al proprietario della sua parte: una quietanza firmata da lui.

In quella vicenda il compenso era il 50% del prezzo di vendita. Il mercatino era in regime forfettario, perciò la fattura del compenso era senza rivalsa dell'IVA.

Che cosa cambia se il mercatino compra il bene dal proprietario e lo rivende?

Se il negozio compra l'oggetto dal proprietario e poi lo rivende, vende un bene suo e sulla rivendita può applicare il regime del margine, se ha i requisiti descritti nell'articolo sui casi in cui vale il margine.

Con il margine l'imposta pesa solo sul guadagno lordo, cioè sul prezzo incassato meno quello pagato al proprietario e le eventuali riparazioni e spese accessorie (decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41, articolo 36, comma 1).

Il margine resta però fuori portata per un negozio nel regime forfettario, come spiega l'articolo che confronta margine e regime forfettario.

Le carte che accompagnano l'acquisto dal proprietario sono descritte nell'articolo sui documenti per comprare da un privato.

E con il contratto di commissione o con il contratto estimatorio?

Il contratto di commissione e il contratto estimatorio sono diversi dal mandato con rappresentanza, e la risposta 232/2020 non li esamina.

Per la commissione il DPR 26 ottobre 1972, n. 633 (articolo 2, comma 2, n. 3) considera cessioni di beni anche i trasferimenti tra committente e commissionario degli oggetti venduti o comprati per eseguire il contratto.

Nel contratto estimatorio una parte consegna all'altra uno o più oggetti mobili, e chi li riceve si impegna a pagarne il prezzo, a meno che li restituisca entro il termine fissato (articolo 1556 del codice civile).

Le fonti lette non dicono come si applica il margine a un mercatino che lavora con uno di questi due contratti: va chiarito con il commercialista.

Una regola apposita, l'articolo 40-bis del decreto-legge 41/1995, riguarda invece chi organizza vendite all'asta in nome proprio per conto di privati, con un contratto di commissione.

Quanta IVA si paga su un passeggino da 180 euro nei due negozi?

Su un passeggino usato venduto a 180,00 euro, l'IVA dovuta è 12,98 euro per il mercatino A, che la calcola sul compenso, e 16,23 euro per il negozio B, che la calcola sul margine.

I numeri sono inventati. Ipotizziamo che A non sia in regime forfettario e che il suo compenso comprenda l'IVA al 22%, e che B non abbia spese di riparazione o accessorie. In tutti e due i casi l'importo comprende già l'imposta, che si ricava con lo scorporo: importo × 22 ÷ 122.

Il mercatino A vende con un mandato con rappresentanza e trattiene un compenso del 40% del prezzo. Il negozio B ha comprato un passeggino dello stesso modello da un proprietario a 90,00 euro e lo rivende a 180,00 euro.

Mercatino A, mandato con rappresentanza

Prezzo di vendita180,00 €
Compenso del mercatino (40%)72,00 €
Somma che va al proprietario108,00 €
Compenso al netto dell'IVA59,02 €
IVA sul compenso (22% compreso)12,98 €

Negozio B, rivendita a margine

Prezzo pagato al proprietario90,00 €
Prezzo di vendita180,00 €
Margine90,00 €
Ricavo al netto dell'IVA163,77 €
IVA sul margine (scorporo 22 ÷ 122)16,23 €
VoceMercatino ANegozio B
Prezzo di vendita180,00 €180,00 €
Che cosa riceve il proprietario108,00 € dopo la vendita90,00 € all'acquisto
Base dell'IVAil compenso, 72,00 €il margine, 90,00 €
IVA12,98 €16,23 €
IVA sul compenso del mercatino e sul margine del negozio per un passeggino da 180 euro
Un passeggino a 180,00 euro: il mercatino A deve 12,98 euro di IVA sul compenso, il negozio B 16,23 euro sul margine.
Descrizione dell'immagine

In cima, l'intestazione «Esempio con numeri inventati» e il titolo «Un passeggino a 180,00 € in due negozi». Due riquadri affiancati (sul telefono uno sotto l'altro). Il primo, intitolato «Mercatino A» con sotto «mandato con rappresentanza», riporta: prezzo di vendita 180,00 €; compenso del mercatino (40%) 72,00 €; somma che va al proprietario 108,00 €; compenso al netto dell'IVA 59,02 €; IVA sul compenso (22% compreso) 12,98 €, evidenziata in giallo. Il secondo, intitolato «Negozio B» con sotto «rivendita a margine», riporta: prezzo pagato al proprietario 90,00 €; prezzo di vendita 180,00 €; margine 90,00 €; ricavo al netto dell'IVA 163,77 €; IVA sul margine (scorporo 22 ÷ 122) 16,23 €, evidenziata in giallo. In basso: «Nel mercatino A l'IVA riguarda il compenso. Nel negozio B riguarda il margine della rivendita.»

La base dell'imposta è diversa: per A è il compenso, per B il margine della rivendita. Nel negozio B il proprietario è stato pagato al momento dell'acquisto.

Con prezzi diversi, il calcolatore dell'IVA sul margine ripete gli stessi conti.

E se il proprietario non ritira l'oggetto?

Se una clausola del contratto prevede che l'oggetto non ritirato passi al mercatino, da quel momento il mercatino vende un bene di sua proprietà, e per la risposta 232/2020 la vendita successiva segue gli ordinari obblighi di certificazione dei corrispettivi.

Nel caso esaminato, dopo 60 giorni senza vendita il proprietario aveva altri 10 giorni per riprendersi l'oggetto. Se non lo faceva, il mercatino ne acquisiva la proprietà gratuitamente.

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Domande frequenti

Con il conto vendita il mercatino emette la fattura per l'intero prezzo?

No, se vende con un mandato con rappresentanza: la vendita dell'oggetto al cliente non è rilevante ai fini IVA: si documenta con una quietanza (risposta 232/2020). La fattura del mercatino riguarda il suo compenso.

Il mercatino dell'usato deve tenere il registro giornale degli affari?

Sì, nel caso esaminato dalla risposta 232/2020: per l'Agenzia il mercatino è un'agenzia d'affari soggetta a vigilanza in base all'articolo 115 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, con l'obbligo del «registro giornale degli affari». Delle somme incassate per conto dei proprietari si tiene traccia anche in appositi registri.

Un mercatino in regime forfettario fa la fattura del compenso?

Sì. Nella risposta 232/2020 il mercatino era in regime forfettario: il compenso restava rilevante ai fini IVA e andava documentato con fattura, senza rivalsa dell'IVA.

Nell'esempio, quanto riceve il proprietario nei due negozi?

Nel mercatino A il proprietario riceve 108,00 euro dei 180,00 pagati dal cliente, perché il mercatino trattiene un compenso di 72,00 euro. Nel negozio B ha ricevuto 90,00 euro quando il negozio gli ha comprato il passeggino.

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Fonti

  • Agenzia delle Entrate, risposta a interpello n. 232 del 31 luglio 2020 (mercatini dell'usato)
  • Decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41, art. 36, comma 1, e art. 40-bis (Normattiva, testo in vigore al 3 novembre 2026)
  • DPR 26 ottobre 1972, n. 633, art. 2, comma 2, n. 3 (Normattiva, stessa data)
  • Codice civile, artt. 1556 e 1704 (Normattiva, stessa data)
  • Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), art. 115, richiamato nella risposta n. 232 del 2020 (Normattiva, stessa data)

I link ai testi di legge sul regime del margine sono nella pagina Fonti ufficiali e avvertenze.

Questo articolo dà informazioni generali, basate sulle fonti indicate; i numeri degli esempi sono inventati. Non è una consulenza fiscale e non sostituisce il parere di un commercialista.

Di Redazione Regime del Margine